7 Aprile 2023
18:00

Chi è e cosa fa un insegnante di sostegno?

Né badante né maestro privato, l'insegnante di sostegno è una figura professionale nata appositamente per favorire l'educazione e l'integrazione in classe di alunni con handicap. Ma cosa fa esattamente e come si diventa insegnante di sostegno?

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Chi è e cosa fa un insegnante di sostegno?
insegnante di sostegno

Tra gli obiettivi più importanti della scuola vi è senza dubbio quello di offrire a tutti gli studenti le stesse possibilità di crescita e apprendimento. Ma se un allievo presenta alcuni deficit fisici o cognitivi che gli impediscono di poter seguire le lezioni come tutti gli altri compagni?

Per situazioni simili entra in gioco l'insegnante di sostegno, una figura professionale nata appositamente per favorire l'educazione e l'integrazione in classe di alunni con handicap che necessitano di supporto e attenzioni particolari nel corso della giornata scolastica.

Un compito molto delicato dunque e che poco si sposa con la scarsa considerazione che fino a qualche anno fa le istituzioni e lo stesso mondo scuola riservavano a questa tipologia di docente. Oggi però appare sempre più evidente come la presenza di insegnanti di sostegno qualificati sia fondamentale per un sistema scolastico pienamente inclusivo, tanto che lo stesso Ministro della Pubblica Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha più volte ribadito l'intenzione di avviare una riforna del sostegno nella scuola italiana.

Cosa fa l'insegnante di sostegno?

L'insegnante di sostegno non è colui che aiuta i ragazzi con handicap a fare i compiti, ma un docente a tutti gli effetti che s'impegna a seguire il percorso scolastico dei ragazzi e preparare per loro le giuste strategie d'apprendimento.

Ciò significa ritagliare su misura le attività quotidiane in modo che le lezioni risultino comprensibili, stimolare la curiosità degli studenti e fornire loro tutti gli strumenti per poter diventare membri attivi della vita di classe. Anche la promozione sociale rientra infatti tra i compiti dell'insegnante di sostegno, poiché un bambino o un ragazzo non può sviluppare appieno il proprio benessere scolastico senza una buona integrazione sociale.

Questo insegnante dunque non si limita solo a semplificare lo studio dei ragazzi, ma cerca di abituarli ad essere il quanto più possibile autonomi sia nello svolgimento delle mansioni scolastiche, sia nella gestione dei propri rapporti personali. Si potrebbe quasi dire che il miglior insegnante di sostegno possibile sia quello capace di rendersi del tutto inutile per gli scolari che assiste!

Va da sé pertanto che oltre ad un'adeguata formazione pedagogica pratica e teorica, chiunque ricopra voglia ricoprire questo incarico debba disporre di ottime abilità comunicative, molta pazienza e tanta, tanta empatia.

Quando serve l'insegnante di sostegno?

Talvolta si crede che l'insegnante di sostegno venga assegnato a qualunque allievo presenti delle difficoltà tra i banchi di scuola. In realtà possono avvalersi dell'aiuto di una simile figura soltanto gli studenti per i quali sia stata emessa una certificazione di minoranza fisica o psichica che confermi la presenza di un handicap (legge 104/1992).

Ciò significa che i ragazzi con DSA (Disturbi Specifici dell'apprendimento, come la dislessia o la discalculia) non necessitano di un insegnante di sostegno, ma solo di programmi e strumenti didattici personalizzati.

I genitori (o i tutori) dei ragazzi e le ragazze che invece mostrano un effettivo bisogno di essere affiancati quotidianamente nelle loro attività scolastiche devono dunque presentare una richiesta all'ASL (Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile e dell’Età Evolutiva) per produrre tutta la documentazione da sottoporre ai dirigenti scolastici. All'interno della valutazione vengono indicate anche le ore di sostegno cui i ragazzi hanno diritto, incluse alcune indicazioni utili per approntare la giusta metodologia d'insegnamento.

Come si diventa insegnante di sostegno?

Attualmente poter accedere al posto di insegnante di sostegno occorre prendere parte al TFA, il Tirocinio Formativo Attivo che abilita il docente allo svolgimento della professione. L'accesso al TFA però è possibile per chi sia in possesso di una serie di requisiti in base al grado d'insegnamneto.

Per diventare insegnante di sostegno per la scuola d'infanzia e la primaria, infatti, è necessario aver conseguito un diploma magistrale o sperimentale a indirizzo psicopedagogico (o linguistico), una Laurea in Scienze della Formazione o un diploma analogo conseguito all'estero e riconosciuto dal sistema italiano.

Per le scuole secondarie (primo e secondo grado) occorre invece esibire un‘abilitazione o una laurea triennale più 24 crediti formativi ottenuti in corsi di discipline psicopedagogiche. Anche chi è in un possesso di una laurea e può attestare almeno tre anni di servizio (anche non consecutivi) può procedere nell'iter.

I posti al TFA sono assegnati dal MIUR e per poter terminare con successo il periodo di tirocinio occorre superare tre prove:

  • Test di selezione
  • Una o più prove scritte o pratiche
  • Test orale

Esiste un problema di sostegno nella scuola?

Nonostante gli indiscutibili passi in avanti, spesso gli insegnanti di sostegno che operano nelle scuole sono troppo pochi e, in certi casi, non sufficientemente formati.

Tra i possibili motivi il fatto che il Ministero bandisca ancora troppi pochi TFA – obbligando gli istituti in carenza di personale a ricorrere a laureandi o neolaureati per supplire alle mancanze – e che gli stessi corsi prevedano un numero di ore inadeguato per preparare a dovere docenti che andranno a lavorare con ragazzi così bisognosi di attenzioni particolari.

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Niccolò De Rosa
Redattore
Dagli studi umanistici all'esperienza editoriale, sempre con una penna in mano e quel pizzico d'ironia che aiuta a colorare la vita. In attesa di diventare grande, scrivo di piccoli e famiglia, convinto che solo partendo da ciò che saremo in grado di seminare potremo coltivare un mondo migliore per tutti.
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