18 Gennaio 2024
15:00

Cosa fare in caso di parto precipitoso?

Il parto precipitoso è un parto che si manifesta in modo estremamente veloce e che può sorprendere la donna in qualsiasi momento. È più frequente nelle gravide che hanno avuto più figli ed è considerato un'emergenza medica quando avviene in luogo o in una modalità del tutto inconsuete.

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Cosa fare in caso di parto precipitoso?
In collaborazione con il Dott. Riccardo Federle
Ostetrico
parto precipitoso

Il parto precipitoso è un parto che, per definizione, avviene molto rapidamente. La nascita di un bambino attraversa diverse fasi: inizia con la fase prodromica, poi si innesca il travaglio di parto che parte con la fase dilatante e continua con la fase espulsiva, quando il piccolo viene spinto attraverso il canale del parto. Il parto si conclude infine con il secondamento, il rilascio della placenta. Per compiere questo "viaggio" mediamente ci vogliono dalle 6 alle 18 ore. Si parla di parto precipitoso se dal travaglio attivo all’espulsione della placenta, passano invece 3 ore o meno. Può capitare a chiunque, ma è più frequente se non si tratta di un primo bambino.

Come si manifesta il parto precipitoso

Il parto precipitoso è un parto che può manifestarsi in qualsiasi momento e luogo: in ospedale, come a casa o al supermercato. La donna avverte improvvisamente contrazioni intense e ravvicinate, che si accompagnano a dolore e desiderio di dover spingere. La dilatazione può essere anche di 5cm/h nelle nullipare e 10 cm/ora nelle multipare: nel giro di poche ore, insomma, si conclude tutto. Nonostante la breve durata, può essere però estremamente intenso, sia fisicamente sia emotivamente e, soprattutto, nella maggior parte dei casi non permette di ricorre all’epidurale dati i tempi molto rapidi.

Si può avere un parto precipitoso con il primo figlio?

Il parto precipitoso si manifesta soprattutto nelle donne che hanno auto più di un figlio, ma non si può escludere completamente che possa accadere anche ad una primipara. Si tratta però di un evento complessivamente raro, che riguarda circa il 10% delle gravide.

Quali sono le cause del parto precipitoso

Le cause del parto precipitoso possono essere diverse. Prima di tutto, potrebbe dipendere da una maggiore secrezione di ossitocina che comporta una attività contrattile più efficace in grado di favorire una dilatazione più rapida. Talvolta può essere stimolato dall’abuso di sostanze. Inoltre, dal secondo parto in poi, il corpo utilizza quella che viene definita “memoria del parto”, quindi i tempi sono più veloci, perché i tessuti oppongono meno resistenza.

contrazioni

Le conseguenze e i rischi del parto precipitoso

Il parto precipitoso è spesso caratterizzato da contrazioni più intense, ma non sempre ciò si traduce in un dolore più forte. Le complicanze sono rare e non sono diverse da quelle di altri parti vaginali, ovvero lacerazioni della vagina, del perineo e del collo dell’utero, che devono essere suturate dopo il secondamento. Sono abbastanza frequenti inoltre le emorragie del post partum, perché l'utero che si svuota più velocemente può avere maggiori difficoltà a contrarsi. Per il feto, invece, i rischi sono rappresentati principalmente dall'aspirazione del liquido amniotico e dalla distocia di spalla. Le statistiche hanno dimostrato tuttavia che il parto precipitoso è ad oggi meno rischioso di quanto si pensava in passato: il rischio maggiore sta infatti nella possibile assenza di assistenza qualificata.

Come prevenire e gestire il parto precipitoso

Prevenire il parto precipitoso è molto difficile, ma è fondamentale invece cercare di affrontare il momento con lucidità. È necessario rassicurare la partoriente, che potrebbe essere spaventata, e aiutarla a mettersi in una posizione comoda e ad assecondare le spinte, se dovesse avvertire l’urgenza. E' bene cercare di recarsi in ospedale il prima possibile.

Inoltre, quando il bambino viene al mondo, va tenuto al caldo, perché c’è un importante rischio di ipotermia. Appoggiarlo al petto della mamma e coprirlo con teli caldi è la soluzione migliore: ha lasciato la sua vita intrauterina molto rapidamente e ha bisogno di contatto pelle a pelle, per stare al caldo e normalizzare i propri parametri vitali. Anche l'attacco del bambino al seno favorisce la contrazione dell'utero ed evita il sanguinamento eccessivo. Chiaramente è fondamentale attivare quanto prima l'intervento di personale qualificato.

Il consiglio dell'esperto

(A cura di Riccardo Federle, ostetrico)

Si riesce a capire che un parto è stato precipitoso solo dopo che è successo: quindi ogni tipo di previsione è molto complessa. Se un buon consiglio rimane sempre quello di raggiungere l'ospedale più vicino nel minor tempo possibile qualora ci fossero segnali evidenti di un parto imminente è forse più prudente restare in un luogo caldo e comodo ed attivare i soccorsi immediati.

Già la telefonata con un operatore del 118 può essere una guida valida ed efficace, ad esempio, per mettere in atto le più opportune manovre di sicurezza fino all'arrivo di personale qualificato.

Alla nascita è estremamente importante tenere il bambino al caldo, possibilmente al petto della mamma. Se si favorisce un precoce attacco al seno questo potrebbe essere particolarmente utile per ridurre la perdita ematica post partum. Nessuna preoccupazione invece per il cordone ombelicale: non necessita di essere tagliato secondo tempi precisi e può restare attaccato senza rischi anche dopo l'uscita della placenta.

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