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23 Febbraio 2024
13:30

Al Consiglio Comunale di Biella i toni si alzano in difesa della capogruppo Bruschi: «Chi ha detto che una mamma non può fare il sindaco?»

Il consiglio Comunale di Biella è diventato terreno fertile per parlare della difficoltà delle donne a conciliare famiglia e vita lavorativa. Il consigliere della Lega Alessio Ercoli ha accusato Marta Bruschi, capogruppo del PD e candidata Sindaco, di non essere professionale essendosi assentata dall'aula. Ma è stato subito redarguito dal momento che alla donna è stato accordato un permesso di allattamento.

A cura di Sophia Crotti
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Al Consiglio Comunale di Biella i toni si alzano in difesa della capogruppo Bruschi: «Chi ha detto che una mamma non può fare il sindaco?»
donna allatta

Lo scorso 21 febbraio si è svolto il Consiglio Comunale di Biella, tra i banchi a far notizia è stato però uno scontro che si è svolto tra il consigliere della Lega Alessio Ercoli e e la sedia vuota della capogruppo del Pd e candidata Sindaco della città di Biella, Marta Bruschi.

Il consigliere non ha potuto fare a meno di notare l’assenza della collega dell’opposizione che alle ore 21.30 ha lasciato la sua postazione, dopo 7 ore di consiglio Comunale. Alessio Ercoli non conoscendone le motivazioni ha fatto notare che quel banco vuoto a livello politico aveva un grosso peso, dal momento che la dottoressa Bruschi non è certo una consigliera come tante, ma la promessa prima cittadina del Comune: «Vedo tra i banchi della minoranza un’assenza importante, a due delibere dalla fine, il nuovo capogruppo del PD nonché candidato sindaco è andata via. Credo che sia un’ottima dimostrazione di poco interesse. Non è un consigliere qualunque è capogruppo e candidato sindaco che alle 21.30 di sera prende e va a casa, immagino come possa un domani fare proprio il sindaco».

A questo punto si è scatenata un’enorme polemica, probabilmente senza saperlo il consigliere leghista ha appoggiato i suoi piedi su un terreno molto scivoloso, quello della difficile conciliazione tra lavoro e genitorialità.

Mia figlia ha otto mesi e per dormire vuole la mamma, a quell’età è una presenza importante.

Marta Bruschi oltre ad essere capogruppo del PD e candidata sindaco, infatti, è una mamma e durante la sessione del Consiglio comunale si è dovuta assentare proprio per la sua bambina: «Mia figlia ha otto mesi e per dormire vuole la mamma, a quell’età è una presenza importante. Sono tranquilla, non sono in maggioranza e dopo sette ore di consiglio so che non ho mancato un mio dovere come rappresentante delle istituzioni. Tra l'altro la mia assenza in quel momento non causava problemi per il numero legale» ha ribattuto all'indomani dell'accaduto al Corriere della Sera Marta Bruschi.

Stai seriamente dicendo che una donna che va a guardare la sua bambina non può fare il sindaco?

Ma questo dibattito tra fazioni, anche se avvenuto in assenza della donna, si è fatto portavoce di un tema importante, il diritto delle donne alla conciliazione tra la vita in famiglia e il proprio lavoro. Al consigliere Ercoli è da subito stato spiegato che l’assenza, che sarebbe stata di un quarto d’ora, era stata accordata a Bruschi per motivi famigliari. In seguito, a prendere le difese della donna è stato Andrea Foglio Bonda, consigliere di Buongiorno Biella, che ha risposto ad Ercoli: «Ma stai seriamente dicendo che una donna che va a guardare la sua bambina non può fare il sindaco?».

A questo punto Ercoli in maniera un po’ impacciata, e conscio di essere appena scivolato su una buccia di banana, ha affermato: «Io sto solo chiedendo dove fosse il candidato sindaco, ah beh certo per carità», spegnendo poi il microfono.

Partendo da questa notizia possiamo fare due considerazioni, innanzitutto la tossicità del pensiero di chi crede che un’assenza sul lavoro, dovuta a qualsiasi motivo, dopo 7 ore di presenza, sia il sinonimo di poco interesse.

Premesso che l’errore di Ercoli possa essere stato fatto in buona fede, viene anche da chiedersi come sia possibile che un’assenza di un quarto d’ora su 7 ore di Consiglio Comunale sia da associare immediatamente a un mancato interesse verso la propria attività lavorativa e anche a poca professionalità. Ercoli, infatti, si domanda come potrà questa donna, candidata Sindaco, svolgere la sua mansione se si assenta già durante il consiglio Comunale.

Una donna può, anzi deve, assentarsi dal proprio lavoro per molto più che un quarto d'ora. 5 sono i mesi di astensione obbligatoria dal lavoro delle donne dipendenti durante la gravidanza, contro i 10 giorni del papà, che dunque, sentite le parole di Ercoli, viene da pensare nell'immaginario collettivo sia considerato più professionale della moglie. Oltre a questi mesi, il papà o la mamma ha diritto ad un massimo di due ore al giorno di riposo, retribuite al 100% a seconda del numero di ore di lavoro del contratto lavorativo, da fruire entro il primo anno di vita del bambino. Misure che cercano di supportare i genitori, dicendo loro che hanno il diritto di assentarsi dal lavoro per prendersi cura dei loro bambini, senza rischiare di non trovare più la loro scrivania pronta ad accoglierli.

La cosa positiva di questo Consiglio Comunale un po' movimentato è stato il pronto intervento del Consigliere Andrea Foglio Bonda, che, con una semplice domanda ha ricordato la fatica che le donne ancora fanno nella nostra società a ricoprire ruoli apicali, ad ambire a una posizione come quella di Sindaco e a conciliare la loro vita da madri, senza che qualcuno pensi che la loro sedia vuota sia sintomo di mancato interesse.

Sempre al Corriere della Sera Marta Bruschi ha infatti detto: «Ci tengo a dire che una mamma può tranquillamente fare il sindaco, anzi, facciamo un discorso più generale, chiunque deve poter ricoprire un ruolo di responsabilità senza dover rinunciare a curare i suoi affetti. Deve essere la politica a riuscire a organizzare e fare conciliare i ruoli di mamma e papà. Vorrei che i ruoli potessero conciliarsi».

Chissà che anche a Biella non accada come a Torino, che si dia la possibilità alle neomamme di allattare in aula o in delle stanze adibite all'allattamento. Prima che attacchi come questi inducano l'ennesima donna ad abbandonare le proprie ambizioni lavorative per occuparsi della famiglia, come dovesse per forza diventare la sua unica e sola ragione di vita.

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Sophia Crotti
Redattrice
Credo nella bontà e nella debolezza, ho imparato a indagare per cogliere sempre la verità. Mi piace il rosa, la musica italiana e ridere di gusto anche se mi commuove tutto. Amo scrivere da quando sono piccola e non ho mai smesso, tra i banchi di Lettere prima e tra quelli di Editoria e Giornalismo, poi. Conservo gelosamente i miei occhi da bambina, che indosso mentre scrivo fiduciosa che un giorno tutte le famiglie avranno gli stessi diritti, perché solo l’amore (e concedersi qualche errore) è l’ingrediente fondamentale per essere dei buoni genitori.
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