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3 Dicembre 2023
18:00

La storia dei Krampus spiegata ai bambini

I Krampus sono delle creature mostruose e demoniache che spaventano i bambini. Tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre giovani vestiti da Krampus si aggirano in Trentino Alto Adige e in zone montane dell’Italia e del Nord Europa. Secondo la tradizione, rappresentano il male che viene sconfitto dal bene, incarnato da san Nicola.

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La storia dei Krampus spiegata ai bambini
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La storia dei Krampus è poco conosciuta e raramente raccontata ai piccoli fuori da Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, nonostante sia legata alla tradizione di San Nicola. Genitori e figli provenienti dal resto d’Italia che trascorrono le vacanze di Natale ad alta quota o frequentano i mercatini di Natale di Bolzano forse rimarranno scioccati quando si imbatteranno per la prima volta in quelle creature mostruose e diaboliche, con corna taurine sul capo e in mano fruste, scope e torce infuocate.

Si tratta di una leggenda di origine antica che ha per protagonisti dei bambini “cattivi” e degli esseri ripugnanti e diabolici, i Krampus appunto, i quali tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre prendono vita nelle rappresentazioni folkloristiche tipiche di alcune zone dell’Italia settentrionale, in Baviera, Slovenia, Svizzera e Austria, le aree dell’ex impero austro-ungarico.

Le leggenda e la vera storia dei Krampus

I Krampus sono da ricondurre alla mitologia pagana, forse celtica, e sono legati al solstizio d’inverno: inizialmente erano delle figure che volevano scacciare gli spiriti maligni dell’inverno con le loro grida e i loro rumori. Tuttavia, è con il Cristianesimo che nacque la tradizione sopravvissuta fino ad oggi.

Secondo la leggenda, un villaggio sulle montagne venne colpito da una dura carestia e le famiglie contadine non avevano più cibo per sfamare i loro figli. Allora, i bambini andarono a depredare i villaggi vicini, derubandoli delle provviste, e per non essere riconosciuti si travestirono da diavoli, utilizzando le corna e le pelli delle capre macellate. Quando tornarono al loro paesino con il bottino, si tolsero le maschere. Tutti tranne uno, che non riusciva a levarsela: era in realtà un diavolo vero.

I bambini scapparono a casa per raccontare l’accaduto ai genitori. Gli adulti, spaventati, chiamarono il vescovo Nicola al villaggio per esorcizzare il piccolo diavolo impostore. In mezzo ai bambini nuovamente mascherati, il vescovo riconobbe immediatamente la creatura maligna perché aveva degli zoccoli di capra al posto dei piedi e la sconfisse. Una volta cacciato il demone, i piccoli, con le maschere sul volto, iniziarono a danzare con il vescovo Nicola per le strade del villaggio liberato.

Da allora, i giovani nella vigilia di san Nicola si travestono da demoni e sfilano per le vie del paesino, non per depredare le provviste ma per punire i bambini "cattivi".

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Chi sono i Krampus e cosa rappresentano

Il nome Krampus è di origine germanica e proviene dal bavarese krampn, “morto”, oppure dal tedesco kramp, “artiglio”. In sudtirolese vengono chiamati Tuifl, cioè “diavoli. Si tratta di creature demoniache dalle sembianze mostruose, con maschere diaboliche sul volto o la faccia dipinta di nero, corna taurine sul capo, pellicce e abiti scuri e sporchi indosso, e fruste e campanacci rumorosi in mano.

I Krampus, gli antagonisti di san Nicola, rappresentano il male e si aggirano per le strade delle cittadelle alla ricerca dei bambini “cattivi”, seminando il panico tra i cittadini.

Cosa fanno ai bambini

I Krampus per tradizione vanno alla ricerca dei bambini “cattivi” per punirli e li minacciano con fruste di rami secchi e bastoni. Secondo la leggenda, i demoni prelevano i piccoli che si sono comportati male e li portano via nel loro sacco sulla spalla, chiamato “Kraxn”.

Li si riconosce a distanza perché i demoni creano un grande baccano al loro passaggio essendo muniti di campanacci rumorosi. Per fortuna, i Krampus sottostanno a san Nicola, il quale simboleggia il bene che vince sempre sul male.

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Il legame con san Nicola

Inizialmente i Krampus erano creature slegate dalla figura cristiana di san Nicola, già esistenti nella mitologia pagana. Più tardi si diffuse la versione oggi più nota, in cui i Krampus sono gli esseri demoniaci che rappresentano il male a confronto con san Nicola, che incarna il bene.

San Nicola, nella leggenda, sconfigge l’essere demoniaco liberando la cittadina dal terrore, quindi rappresenta il bene che alla fine vince il male. In quelle zone il santo porta regali e doni ai più piccoli nella notte tra il 5 e il 6 dicembre.

Sfilata dei Krampus in Trentino

La sera del 5 dicembre, nella vigilia del giorno dedicato a san Nicola (vescovo di Myra, legato alla figura di Babbo Natale), si organizza la sfilata del santo e dei Krampus. Accade nel nord Italia (specialmente in Alto Adige e Tirolo, ma anche in alcune zone del Friuli Venezia Giulia e a Cadore, in Veneto) e in Paesi Oltralpe di lingua tedesca, quali Baviera, Slovenia, Svizzera e Austria. La sfilata più celebre è quella di Dobbiaco, in Alta Pusteria, ma ne vengono organizzate anche a Castelrotto, Sesto, Lana, Campo Tures, con gruppi di Krampus che arrivano, oltre che dall’Italia, perfino da Austria, Germania e Svizzera.

I Krampus sono i giovani della cittadella che per l’occasione si travestono da creature mostruose e sfilano per le strade principali con il volto dipinto di nero, lunghe corna in testa e indosso pellicce e vestiti rotti di colore rosso e nero. I Krampus che partecipano hanno regole precise da rispettare e vengono registrati per evitare disordini. Durante la parata prendono di mira i "Tratzer" o provocatori, cioè giovani che indossano pantaloni imbottiti con cartoni e gomma piuma pronti a ricevere le frustate dei diavoli.

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Sfilata di Krampus a Vipiteno, in provincia di Bolzano

La squadra di creature demoniache armate di fruste e campanacci è preceduta dal passaggio di san Nicola, che sfila al tramonto a piedi o su un carro distribuendo ai più piccoli doni e dolci e frutta in sacchetti rossi e chiedendo “Chi è stato tra voi un bambino buono?”.

Le maschere dei Krampus realizzate in Alto Adige in legno di cirmolo rappresentano delle vere opere d’artigianato che richiedono ore e ore di lavoro. Alcune sono esposte al Museo del presepe Maranatha di Lutago.

Nel 2023 sono previste diverse sfilate nel territorio alpino:

  • Bolzano: 7 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Bressanone: 5 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Brunico: 6 dicembre 2023 dalle ore 16.00
  • Caldaro:  5 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Castelrotto: 9 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Dobbiaco: 8 dicembre 2023 dalle ore 18.00
  • Laghetti: 8 dicembre 2023
  • Laives: 25 novembre 2023 dalle ore 18.00
  • Lana: 6 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Lasa: 5 dicembre 2023
  • Levico Terme (TN):  7 dicembre 2023 dalle ore 16.30
  • Magrè, Strada del Vino: 5 dicembre 2023 dalle ore 19.00
  • Merano: 5 dicembre 2023 dalle ore 13.00
  • Naturno:  6 dicembre 2023 dalle ore 18.00
  • Ortisei: 5 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Pergine Valsugana (TN): 16 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Pochi di Salorno: 5 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Pozza di Fassa – Strada de Meida (TN): 25 novembre 2023 dalle ore 18.00
  • San Michele – Appiano: 2 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Sesto: 9 dicembre 2023 dalle ore 18.00
  • Silandro: 5 dicembre 2023
  • Spiazzo Rendena (TN):  28 dicembre 2023
  • Tarces: 18 novembre 2023 dalle ore 18.00
  • Termeno: 5 dicembre 2023 dalle ore 20.00
  • Val Casies San Maddalena: 2 dicembre 2023 dalle ore 17.00
  • Val Casies Colle: 25 novembre 2023
  • Vipiteno: 5 dicembre 2023 dalle ore 18.00
  • Ziano di Fiemme (TN): 16 dicembre 2023 dalle ore 18.00
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Rachele Turina
Redattrice
Nata a Mantova, sono laureata in Lettere e specializzata in Filologia. Antichità e scrittura sono le mie passioni, che ho conciliato a Roma, dove ho seguito un Master in Giornalismo concedendomi passeggiate fra i resti romani (e abbondanti carbonare). Il lavoro mi ha riportato nella Terra della Polenta, dove ho lavorato nella cronaca e nella comunicazione politica. Dall’alto del mio metro e 60, oggi scrivo di famiglie, con l’obiettivo di fotografare la realtà, sdoganare i tabù e rendere comodo quel che è ancora scomodo. Impazzisco per il sushi, il numero sette e le persone vere.
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