3 Febbraio 2024
18:00

Kamishibai per bambini, la tradizione buddista per intrattenere i piccoli

Il Kamishibai è una forma di lettura per parole e immagini inventata dai monaci buddisti in Giappone. Ed è un'ottima attività da fare con i bambini, a casa e a scuola.

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Kamishibai per bambini, la tradizione buddista per intrattenere i piccoli
In collaborazione con il Dott. Luca Frusciello
Pedagogista
storie raccontate per immagini

Si chiama Kamishibai, dal termine giapponese che lo identifica, e in italiano si potrebbe tradurre come "spettacolo teatrale di carta". Stiamo parlando di una forma di racconto e di narrazione nata tantissimo tempo fa in Giappone, per opera dei monaci. Oggi la tecnica viene utilizzata per raccontare con parole e immagini storie, con un ottimo successo soprattutto tra i bambini.

Si compone di una sorta di teatrino realizzato in cartoncino, nel quale far sfilare le immagini del racconto, precedentemente realizzate. Ogni immagine rappresenta un pezzo della storia, che viene accompagnato da una sorta di lettura o di recitazione. Può essere un ottimo metodo da usare a casa e a scuola, coinvolgendo i più piccoli, che di solito sono molto reattivi di fronte ad attività di questo tipo.

Cos'è il Kamishibai

Il Kamishibai (紙芝居?, Kamishibai) è una forma di narrazione inventata dai monaci buddisti giapponesi nel lontano XII secolo. Tramite gli emakimono (un'opera narrativa illustrata e orizzontale, i religiosi raccontavano alle persone analfabete gli insegnamenti morali del Buddismo. Per secoli la tradizione è stata tramandata, anche al di fuori dell'ambito religioso. Dagli anni Venti agli anni Cinquanta ha ottenuto il massimo successo, per merito dei narratori (i Gaito kamishibaiya) che a bordo di una bicicletta si spostavano di città in città con un teatrino dove raccontare storie, spesso destinate ai bambini. Le storie erano di solito seriali.

Con l'avvento della televisione, la tecnica del Kamishibai per raccontare storie è un po' caduta in disuso. Ma negli ultimi anni è rifiorita in Giappone, nelle biblioteche e nelle scuole elementari giapponesi, come forma di racconto per i più piccini. E dal Giappone al resto del mondo, Italia compresa, si è diffusa sempre di più.

A cosa serve il Kamishibai?

L'antico metodo giapponese serve a raccontare storie. Si tratta di uno strumento per animare la lettura, attraverso un teatro fatto di immagini e parole e portato avanti da veri e proprie cantastorie. Si compone di una valigetta in legno che funziona da "palcoscenico": aprendola si ha proprio la sensazione di essere a teatro. Dentro si fanno scorrere da una parte i disegni della storia raccontata (visibili al pubblico) e dall'altra parte le parole per narrare la storia (visibili al narratore).

Oggi si usa a scuola, nelle biblioteche, nei luoghi di incontro per famiglie e bambini, in ludoteca, ma anche a casa, per raccontare storie ai bambini in modo più coinvolgente.

Kamishibai

Come si usa il Kamishibai?

Il "set" per il Kamishibai che si può trovare in vendita si compone di una valigetta che, aprendosi, si trasforma in un teatro di legno. Possiamo anche realizzare la struttura portante con il fai da te, usando del cartoncino rigido. Ogni storia è composta da una serie di tavole numerate, che vanno infilate, una dopo l'altra, nella fessura laterale: così il pubblico vedrà di volta in volta l'immagine corrispondente al testo letto dal narratore e scritto proprio dietro la figura. Le immagini sono numerate sul retro, così da non sbagliare mai.

La storia viene letta dalla prima all'ultima immagine, sfilando la precedente e inserendo la successiva, in un susseguirsi di immagini e parole che coinvolge lo spettatore. Le storie si possono acquistare già pronte per essere inserite nei teatri Kamishibai in legno oppure si possono anche realizzare autonomamente. Magari proprio con l'aiuto dei bambini.

Kamishibai
Geo1208, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Come costruire un Kamishibai

Costruire un Kamishibai è semplicissimo. Se si ha dimestichezza con il legno, si può provare a realizzare una valigetta uguale a quelle "professionali" che si trovano in commercio. Altrimenti può anche bastare del cartoncino, magari recuperato dalle scatole degli imballaggi dei pacchi che riceviamo ogni giorno.

Il video qui sotto spiega perfettamente come fare, partendo da questo materiale:

  • una scatola di cartone
  • colla
  • un paio di forbici o un taglierino
  • nastro colorato
  • scotch
  • colori per decorare il teatrino

Bisogna per prima cosa prendere le misure corrette, per creare una finestra nella parte anteriore della scatola (quella che abbiamo usato per aprire il pacco, così il narratore potrà comodamente leggere il testo riportato dietro ogni immagine). Chiudiamo bene gli angoli con lo scotch. Lo stesso dobbiamo fare nella parte posteriore, che sarà la parte frontale del nostro teatrino, da aprire e chiudere all'occorrenza. Con un altro pezzo di cartoncino, diviso in due parti, possiamo creare la porticina, da fissare bene con la colla: creiamo anche due fessure per inserire il nastro colorato, che apriremo e chiuderemo con un fiocco.

A questo punto dobbiamo creare le due fessure laterali, per infilare e sfilare le immagini comodamente. Infine, decoriamo a piacere.

Il commento del pedagogista

Nel Kamishibai il teatro trova una delle sue espressioni dal valore educativo profondo. Nella ricostruzione narrativa c’è sempre una piccola ricostruzione del Sé ed è così che l’arte visiva e l’arte narrativa si fondono nell’arte pedagogica.

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